Stime aggiornate al 2026
Quanto rimane in busta paga partendo dalla RAL? La tabella confronta retribuzione annua lorda, netto annuale e netto medio su 12, 13 o 14 mensilità.
Gli importi sono una stima indicativa per un lavoratore dipendente del settore privato. La cifra reale può cambiare in base a regione, comune, contratto, mensilità, detrazioni, benefit, bonus, figli a carico e situazione personale.
Tabella RAL netto 2026 da 15.000 a 100.000 euro
La colonna del lordo mensile considera una ripartizione su 13 mensilità. Le colonne del netto mostrano invece una media matematica su 12, 13 e 14 pagamenti. La singola busta paga può essere diversa, soprattutto nei mesi di tredicesima, quattordicesima e conguaglio.
| RAL annua | Lordo mensile su 13 | Netto annuo stimato | Netto medio su 12 | Netto medio su 13 | Netto medio su 14 |
|---|---|---|---|---|---|
| 15.000 € | 1.155 € | 14.090 € | 1.175 € | 1.085 € | 1.005 € |
| 18.000 € | 1.385 € | 16.020 € | 1.335 € | 1.230 € | 1.145 € |
| 20.000 € | 1.540 € | 17.300 € | 1.440 € | 1.330 € | 1.235 € |
| 22.000 € | 1.690 € | 18.590 € | 1.550 € | 1.430 € | 1.330 € |
| 25.000 € | 1.925 € | 20.420 € | 1.700 € | 1.570 € | 1.460 € |
| 28.000 € | 2.155 € | 22.220 € | 1.850 € | 1.710 € | 1.585 € |
| 30.000 € | 2.310 € | 23.410 € | 1.950 € | 1.800 € | 1.670 € |
| 32.000 € | 2.460 € | 24.570 € | 2.050 € | 1.890 € | 1.755 € |
| 35.000 € | 2.690 € | 26.110 € | 2.175 € | 2.010 € | 1.865 € |
| 40.000 € | 3.075 € | 28.060 € | 2.340 € | 2.160 € | 2.005 € |
| 45.000 € | 3.460 € | 30.160 € | 2.515 € | 2.320 € | 2.155 € |
| 50.000 € | 3.845 € | 32.710 € | 2.725 € | 2.515 € | 2.335 € |
| 55.000 € | 4.230 € | 35.270 € | 2.940 € | 2.715 € | 2.520 € |
| 60.000 € | 4.615 € | 37.750 € | 3.145 € | 2.905 € | 2.695 € |
| 70.000 € | 5.385 € | 42.690 € | 3.555 € | 3.285 € | 3.050 € |
| 80.000 € | 6.155 € | 47.630 € | 3.970 € | 3.665 € | 3.400 € |
| 90.000 € | 6.925 € | 52.570 € | 4.380 € | 4.045 € | 3.755 € |
| 100.000 € | 7.690 € | 57.500 € | 4.790 € | 4.425 € | 4.105 € |
Come usare gli importi: il netto indicato non è una promessa di busta paga. È una simulazione uniforme che permette di confrontare diverse RAL applicando le stesse ipotesi. Per una verifica personale servono almeno comune di residenza, regione, CCNL, aliquota contributiva, numero di mensilità e detrazioni effettive.
Ipotesi utilizzate per stimare il netto
Una tabella RAL netto ha senso solo quando le ipotesi restano visibili. Cambiando anche una sola variabile, il risultato può spostarsi di alcune decine o centinaia di euro.
Rapporto di lavoro
Dipendente privato, impiego per l’intero anno e contribuzione ordinaria vicina al 9,19%.
Imposte locali
Addizionale regionale e comunale stimate complessivamente al 2% dell’imponibile fiscale.
Situazione fiscale
Nessun altro reddito, nessun familiare a carico e nessuna spesa personale portata in detrazione.
- Le aliquote IRPEF sono applicate in modo progressivo.
- Sono considerate le detrazioni ordinarie da lavoro dipendente.
- Sono considerate le misure fiscali rivolte ai redditi da lavoro dipendente entro le relative soglie.
- Per la parte di retribuzione superiore alla prima fascia pensionabile 2026 è considerata la contribuzione aggiuntiva prevista.
- Gli importi vengono arrotondati per evitare una precisione solo apparente.
La simulazione non comprende TFR, straordinari, premi di risultato, arretrati, trasferte, rimborsi, welfare aziendale, buoni, stock option, trattenute sindacali, fondi sanitari, previdenza complementare o agevolazioni legate a particolari rinnovi contrattuali.
Come si passa dalla RAL allo stipendio netto
La RAL non viene trasformata nel netto con una semplice percentuale. Il calcolo segue più passaggi e ogni passaggio usa una base diversa.
Contributi previdenziali a carico del lavoratore
La prima sottrazione riguarda i contributi previdenziali. Nella simulazione viene usata un’aliquota ordinaria del 9,19%, frequente tra i dipendenti privati iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
Non è però un valore universale. L’aliquota può cambiare per settore, qualifica, dimensione aziendale, fondo pensionistico, apprendistato e altre caratteristiche del rapporto di lavoro.
Nel 2026 la prima fascia di retribuzione pensionabile è pari a 56.224 euro. Sulla quota che supera questa soglia può essere applicato il contributo aggiuntivo dell’1% nei casi previsti.
Determinazione dell’imponibile fiscale
I contributi obbligatori a carico del dipendente riducono normalmente la base sulla quale viene calcolata l’IRPEF. Per questo motivo gli scaglioni fiscali non vengono applicati direttamente all’intera RAL.
Schema semplificato: RAL meno contributi previdenziali uguale imponibile fiscale. Sull’imponibile vengono poi calcolate IRPEF, detrazioni e addizionali locali.
Scaglioni IRPEF applicati nel 2026
| Fascia di reddito imponibile | Aliquota IRPEF 2026 |
|---|---|
| Fino a 28.000 euro | 23% |
| Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro | 33% |
| Oltre 50.000 euro | 43% |
Gli scaglioni sono progressivi. Chi ha un imponibile di 40.000 euro non paga il 33% su tutti i 40.000 euro: paga il 23% sulla prima fascia e il 33% soltanto sulla parte che supera 28.000 euro.
Detrazioni per lavoro dipendente
Dall’imposta lorda vengono sottratte le detrazioni riconosciute al lavoratore dipendente. Il loro importo non resta fisso: tende a ridursi con l’aumento del reddito e si azzera oltre le soglie previste.
Per i redditi più bassi possono incidere anche il trattamento integrativo e le misure fiscali collegate al reddito da lavoro. Tra 20.000 e 40.000 euro opera inoltre l’ulteriore detrazione prevista entro limiti specifici. Per questo il rapporto tra RAL e netto non segue una linea perfettamente uniforme.
Addizionali regionali e comunali
Regione e comune applicano aliquote proprie, con eventuali fasce, esenzioni e soglie. Due persone con la stessa RAL e lo stesso contratto possono quindi ricevere un netto leggermente diverso perché risiedono in comuni differenti.
La tabella usa un valore complessivo del 2% per mantenere confrontabili tutte le righe. Non rappresenta l’aliquota esatta di una specifica residenza.
Esempi di RAL e netto mensile nel 2026
RAL di 30.000 euro
- Lordo medio su 13 mensilità: circa 2.310 euro.
- Netto annuale stimato: circa 23.410 euro.
- Netto medio su 13 mensilità: circa 1.800 euro.
- Netto medio su 14 mensilità: circa 1.670 euro.
Il netto ordinario del singolo mese può non coincidere con 1.800 euro. La media divide il netto annuale in parti uguali, mentre la busta paga reale distribuisce detrazioni, addizionali e conguagli in momenti diversi.
RAL di 40.000 euro
- Lordo medio su 13 mensilità: circa 3.075 euro.
- Netto annuale stimato: circa 28.060 euro.
- Netto medio su 13 mensilità: circa 2.160 euro.
- Netto medio su 14 mensilità: circa 2.005 euro.
In questa fascia le detrazioni legate al lavoro dipendente si riducono progressivamente. Anche l’ulteriore detrazione prevista per i redditi intermedi diminuisce avvicinandosi alla relativa soglia finale.
RAL di 50.000 euro
- Lordo medio su 13 mensilità: circa 3.845 euro.
- Netto annuale stimato: circa 32.710 euro.
- Netto medio su 13 mensilità: circa 2.515 euro.
- Netto medio su 14 mensilità: circa 2.335 euro.
La parte di imponibile che oltrepassa 28.000 euro rientra nel secondo scaglione IRPEF. Non tutta la RAL viene quindi tassata con la stessa aliquota.
RAL di 60.000 euro
- Lordo medio su 13 mensilità: circa 4.615 euro.
- Netto annuale stimato: circa 37.750 euro.
- Netto medio su 13 mensilità: circa 2.905 euro.
- Netto medio su 14 mensilità: circa 2.695 euro.
A questa RAL entra in gioco anche la contribuzione aggiuntiva sulla quota eccedente la prima fascia pensionabile annuale. L’effetto riguarda solo la parte che supera la soglia, non l’intera retribuzione.
Differenza tra 12, 13 e 14 mensilità
Il numero di mensilità non modifica automaticamente la RAL. Cambia il modo in cui il lordo annuale viene distribuito durante l’anno.
| RAL | Lordo medio su 12 | Lordo medio su 13 | Lordo medio su 14 |
|---|---|---|---|
| 25.000 € | 2.083 € | 1.923 € | 1.786 € |
| 30.000 € | 2.500 € | 2.308 € | 2.143 € |
| 35.000 € | 2.917 € | 2.692 € | 2.500 € |
| 40.000 € | 3.333 € | 3.077 € | 2.857 € |
| 50.000 € | 4.167 € | 3.846 € | 3.571 € |
Con 14 mensilità ogni pagamento medio è più basso, ma durante l’anno arrivano due mensilità aggiuntive. Non significa che il lavoratore guadagni meno su base annuale.
Tredicesima e quattordicesima possono avere un netto proporzionalmente inferiore rispetto a una mensilità ordinaria perché il calcolo delle detrazioni non segue sempre la stessa distribuzione. Per questo la colonna mensile della tabella va letta come media annuale.
Perché il netto reale può essere diverso
Regione e comune di residenza
Le addizionali IRPEF non sono identiche in tutta Italia. Possono cambiare aliquote, scaglioni ed esenzioni. Il luogo di residenza fiscale incide quindi sul netto annuale e sulle trattenute mensili.
CCNL, settore e qualifica
Il contratto collettivo stabilisce mensilità, elementi retributivi, fondi, indennità e modalità di pagamento. Anche l’aliquota contributiva a carico del dipendente può cambiare rispetto al valore standard usato nella simulazione.
Detrazioni e situazione familiare
Familiari fiscalmente a carico, spese detraibili, deduzioni e altre condizioni personali possono modificare l’imposta finale. I figli a carico non producono lo stesso effetto in ogni situazione, anche per la presenza dell’Assegno unico e delle regole fiscali legate all’età.
Bonus, premi e benefit aziendali
Premi di produttività, rinnovi contrattuali, lavoro a turni, prestazioni notturne, straordinari e benefit possono seguire trattamenti fiscali differenti dalla retribuzione ordinaria. Non vanno sommati alla RAL senza controllare come compaiono nella busta paga e nella Certificazione Unica.
Altri redditi percepiti
Un secondo lavoro, redditi da locazione o altre entrate imponibili possono modificare il reddito complessivo, ridurre alcune detrazioni e generare un conguaglio. Una simulazione basata soltanto sulla RAL non può prevedere questi effetti.
RAL e busta paga non coincidono mese per mese
La RAL rappresenta la retribuzione lorda annuale prevista dal rapporto di lavoro. La busta paga mensile mostra invece le somme maturate e le trattenute del singolo periodo.
- Le addizionali locali possono essere trattenute in rate.
- Il conguaglio fiscale può correggere quanto trattenuto nei mesi precedenti.
- Assenze, malattia, permessi e ingresso durante l’anno possono modificare l’imponibile.
- Tredicesima e quattordicesima non sempre hanno lo stesso netto di una mensilità ordinaria.
- Premi e straordinari possono aumentare il lordo del mese senza modificare la RAL contrattuale.
Per confrontare due offerte di lavoro conviene quindi guardare almeno RAL, numero di mensilità, bonus garantiti, parte variabile, benefit, contributi aggiuntivi e valore dei buoni riconosciuti.
RAL e costo sostenuto dal datore di lavoro
La RAL non corrisponde al costo aziendale complessivo. Il datore di lavoro sostiene anche contributi a proprio carico, accantonamento del TFR, assicurazione, fondi contrattuali e altri costi legati al rapporto.
Una RAL di 40.000 euro non significa quindi che il costo totale per l’azienda sia limitato a 40.000 euro. Allo stesso modo, il lavoratore non riceve 40.000 euro netti perché una parte viene assorbita da contributi e imposte.
Domande frequenti sulla tabella RAL netto
La RAL comprende la tredicesima?
Sì, quando la tredicesima è prevista dal contratto, il suo valore rientra normalmente nella retribuzione annua lorda. La RAL viene divisa per il numero di mensilità contrattuali.
La RAL comprende la quattordicesima?
Sì, se il CCNL prevede 14 mensilità, la quattordicesima è una delle quote nelle quali viene distribuita la RAL. Una RAL identica produce quindi un lordo mensile più basso su 14 pagamenti rispetto a 13.
Il TFR è compreso nella RAL?
Di norma il TFR viene calcolato separatamente e non va trattato come normale stipendio netto mensile. Anche i contributi versati dal datore di lavoro non fanno parte della RAL percepita dal dipendente.
I bonus sono sempre inclusi nella RAL?
Dipende dall’offerta e dal contratto. Un bonus variabile legato a obiettivi può essere indicato fuori dalla RAL. Una componente fissa e garantita può invece essere inclusa nella retribuzione annua. Il documento contrattuale deve distinguere chiaramente parte fissa e parte variabile.
Quale percentuale della RAL diventa netta?
Non esiste una percentuale valida per tutti. Nelle fasce medio-basse il netto può rappresentare una quota più alta della RAL grazie alle detrazioni. Salendo di reddito aumentano l’incidenza fiscale e la riduzione delle agevolazioni.
La tabella indica il netto mensile esatto?
No. Mostra una stima indicativa costruita con criteri uniformi. Il netto esatto richiede dati personali e contrattuali che una tabella generale non può conoscere.
Lettura corretta della tabella
La cifra più utile per confrontare due RAL è il netto annuale stimato. Il netto mensile medio va poi diviso in base alle mensilità previste dal contratto, ricordando che le buste paga reali non distribuiscono imposte e detrazioni in parti perfettamente uguali.